Le Sette Meraviglie del Mondo Naturale: vincitori e vinti

Le Cascate del Fiume Iguazu, una delle Sette Meraviglie del Mondo Naturale“L’Italia è il Paese più bello del mondo!”. Quante volte ce lo siamo detti?! Non la pensano così, evidentemente, gli “elettori” delle Sette Meraviglie del Mondo Naturale, rese note l’11 novembre dal sito www.new7wonders.com. Le due candidate italiane, il Vesuvio e il Monte Cervino, non ce l’hanno fatta a entrare nella Top7 e si sono dovute arrendere in semifinale, quando a concorrere erano ancora in 28.

Ma quali sono queste Sette Meraviglie del Mondo Naturale? Vediamole, in ordine rigorosamente alfabetico, come ci tengono a precisare gli stessi responsabili del concorso (anche perché i risultati definitivi saranno comunicati solo all’inizio del prossimo anno):

  • Amazzonia: la Foresta Amazzonica si estende sul territorio di nove Paesi in Sudamerica (Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana Francese, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela) ed è il territorio con la maggiore varietà faunistica del mondo. Inoltre mantiene il primato di “polmone” del Pianeta, con i suoi sette milioni di chilometri quadrati di estensione.
  • Halong Bay: la Baia di Ha Long, nel Vietnam del Nord, si estende per oltre 1.500 chilometri quadrati ed è costellata da circa 2.000 isole, molte delle quali disabitate. Le isole sono di origine calcarea e ospitano enormi grotte, assolutamente spettacolari.
  • Iguazu Falls: le cascate del fiume Iguazu, al confine tra Brasile e Argentina, sono tra le più spettacolari al mondo. Il fiume si divide in 275 cascate diverse, per una lunghezza totale di circa 3 chilometri, con una caratteristica forma a semicerchio. La cascata più alta, la “Gola del Diavolo”, si trova a 80 metri e permette di ammirare l’essenza stessa del potere dell’acqua.
  • Jeju Island: l’isola vulcanica di Jeju si trova a sud della penisola coreana, nel territorio della Corea del Sud. La sua caratteristica è quella di essere “cosparsa” di vulcani (sono circa 360) che si stringono attorno al monte Halla, un vulcano anch’esso ma inattivo, che con i suoi 1.950 metri di altezza è anche la cima più alta del Paese.
  • Komodo: l’isola di Komodo e il relativo Parco sono famosi soprattutto per il loro abitante più importante, il Varano, un drago che dalle favole è atterrato sulla Terra. Il parco si estende per circa 2.000 chilometri quadrati e comprende le isole di Komodo, Rinca e Padar.
  • Puerto Princesa Underground River: rimaniamo in Asia, ma ci spostiamo nelle Filippine, dove scorre il fiume sotterraneo di Puerto Princesa, in un paesaggio carsico enfatizzato da enormi grotte. Queste ultime sono caratterizzate da una biodiversità unica al mondo.
  • Table Mountain: la Table Mountain domina lo skyline di Cape Town, in Sudafrica. Si tratta di un monte piatto, considerato il più grande “giardino floreale” del mondo, visto che ospita circa 1.500 specie diverse di fiori. È una delle attrazioni più visitate del paese sudafricano.
Un discorso a parte meriterebbero le “Grandi Escluse”. Il Vesuvio e il Monte Cervino non ce l’hanno fatta ma sono in buona compagnia; non sono rientrate nel novero delle Sette Meraviglie del Mondo Naturale neppure attrazioni di fama planetaria come il Grand Canyon negli Stati Uniti o la Barriera Corallina, vanto e ricchezza di Australia e Papua Nuova Guinea.

I migliori paesaggi da fotografare: dritte per farlo al meglio!

Ci sono paesaggi che catturano l’occhio e stregano lo spirito. Alcuni di essi si imprimono indelebili nei nostri ricordi.
Fissarli nella memoria di una macchinetta fotografica li rende condivisibili e li sottrae all’oblio (limitazioni ed evoluzioni del mezzo tecnologico a parte!)…

Sfortunatamente rendere in una fotografia paesaggistica la stessa mirabile visione al cui cospetto siamo stupiti e affascinati, non è cosa facile!

Ci sono alcuni semplici trucchi che possono aiutare.

Ed ecco quindi alcune dritte per le vostre fotografie paesaggistiche applicate ad una selezione di alcuni dei più belli e interessanti paesaggi del mondo!

Numero 1: Non necessariamente la foto di un paesaggio deve racchiudere tutto quello che si vede all’orizzonte! Isolare gli elementi più significativi non fa che completare l’insieme della visione panoramica focalizzando l’attenzione su un elemento di interesse.
La Costa Rica è una delle mete più visitate dell’America Latina in virtù della sicurezza e vivibilità ma anche e soprattutto dei suoi paesaggi mozzafiato: lagune, fonti termali alimentate dai vulcani, suggestive spiagge e colori. In mezzo alla giungla verdeggiante si nascondono statue lasciate da civiltà remote. Davanti ad una simile vista decidiamo di focalizzare la nostra attenzione su un dettaglio della statua lasciando che il resto del paesaggio tropicale emerga all’orizzonte.

Numero 2: Fotografando un paesaggio è essenziale fare attenzione alla linea dell’orizzonte di modo che essa sia perfettamente  allinenata al quadro della nostra foto! Percorrendo la Garden Route alla scoperta della zona che circonda Città del Capo si apre davanti ai nostri occhi uno dei paesaggi più caratteristici della zona. E’ la Table Mountain con la tipica coltre di nubi a sovrastarla che gli abitanti della città chiamano Tovaglia. Il profilo deciso della montagna taglia il quadro della nostra foto in due metà parallele alla linea dell’orizzonte!

Numero 3: Molto importante è non lasciare che il cielo nella parte superiore del quadro, o il terreno in quella inferiore occupino troppo spazio nella nostra foto se non aggiungono nulla di importante. Meglio tagliare un terreno insignificante e dare ampio spazio ad un cielo profondo dai colori magnifici! In Uzbekistan lo splendido e monumentale minareto Kalyan è il soggetto della nostra foto! Le cupole colorate e lo splendido cielo uzbeko occupano l’intero quadro a scapito della struttura dei palazzi e del terreno sottostante!

Numero 4: Per fotografare paesaggi è opportuno scegliere una focale lunga ( F16 ad esempio) e tempi di otturazione veloci (1/15 ad esempio) considerando la possibilità di usare un treppiedi. Questi accorgimenti permettono di ottenere una  ampia profondità di campo mettendo in risalto quello che è sullo sfondo senza tralasciare gli elementi più vicini al nostro obiettivo. Davanti al nostro obiettivo è la Death Valley: in risalto il terreno bianco asciutto e screpolato ed il profilo suggestivo delle montagne all’orizzonte, circondate dai colori rosati di un tramonto californiano.

Fare attenzione a non fotografare la propria ombra la mattina presto o il pomeriggio tardi quando le ombre sono più lunghe e controllare che non vi siano elementi indesiderati nel quadro. Photoshop ed altre applicazioni per il ritocco fotografico aiuteranno nel caso in cui evitare questi inconvenienti non sia possibile!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: