La Ciambella degli Sposi: due giorni di festa a Rocca di Papa!

Le Ciambelle degli SposiTonde, croccante, friabili, con una spolverata di zucchero: si presentano così, invitanti e irresistibili, le Ciambelle degli Sposi, il dolce tradizionale di Rocca di Papa, protagonista assoluto della festa “La Ciambella degli Sposi”, in programma sabato 23 e domenica 24 giugno nel paese dei Castelli Romani, a pochi chilometri da Roma.

Inserite dal 2011 nell’elenco dei Prodotti Tipici della Regione Lazio, le Ciambelle degli Sposi sono un’istituzione rocchigiana, una tradizione che si tramanda di generazione in generazione da oltre due secoli. In occasione di un matrimonio le partecipazioni saranno accompagnate da un sacchetto di ciambelle, secondo una quantità stabilita da una lunga tradizione: 6 ciambelle per coloro che non sono invitati al matrimonio, 8 per invitati e cugini, 12 per zii e nonni, 18 per la comare di battesimo e 24 per la comare di cresima. E in caso di “doppio ruolo”, si sommano anche le ciambelle! Una volta confezionate, poi, le ciambelle vengono consegnate da un bimbo della famiglia che riceve in cambio una piccola mancia.

Tra fantasie e superstizioni popolari, la tradizione delle Ciambelle degli Sposi è ancora oggi attuale a Rocca di Papa, dove continuano a fronteggiarsi diverse scuole di pensiero; c’è che si dice convinto del fatto che la sposa non debba assolutamente prendere parte alla loro preparazione e chi, invece, assicura che il matrimonio sarà felice se la sposa in persona grattuggierà il limone. Credenze e usanze che rendono ancora più affascinante questa gustosa tradizione, che sarà la protagonista dei due giorni di festa, insieme a mostre fotografiche, spettacoli itineranti, escursioni e tanta musica.

Ecco il programma completo de “La Ciambella degli Sposi”:

Sabato 23 giugno:

  • ore 17: apertura stand, presentazione e degustazione della Ciambella degli Sposi, “prodotto tipico regionale”
  • mostra fotografica degli sposi lungo le strade del centro storico
  • spettacoli itineranti
  • musica

Domenica 24 giugno:

  • ore 10.30: apertura stand
  • ore 11: visita guidata dei murales nei vicoli del paese. Appuntamento a Piazza Di Vittorio
  • ore 12: sfilata delle spose con auto d’epoca, in collaborazione con il Club Auto Storiche di Rocca di Papa
  • ore 17: passeggiata “100 Spose per 100 Vicoli”
  • spettacoli itineranti
  • musica

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito Vivi Rocca di Papa.

Euro 2012: il Grande Calcio in Polonia e Ucraina

© www.uefa.com

Sędzia, arbitro; pilka, pallone; drużyna, squadra… Anche se per fortuna le parole che contano restano uguali (gol di dice gol), meglio cominciare ad allenarsi. Eh sì, perché l’attesa è finita. Dall’8 giugno al 1° luglio torna il campionato europeo di calcio. Cinquantuno nazionali si sono sfidate ed eliminate in duecentoquarantotto incontri per arrivare fin qui, a Euro 2012, dove le sedici squadre più forti si contendono il titolo di Campione d’Europa.

Come quattro anni fa, anche stavolta a ospitare la competizione saranno due paesi: l’organizzazione della quattordicesima edizione è toccata a Polonia e Ucraina. Il logo di quest’edizione, un pallone in mezzo a due boccioli con i colori delle bandiere dei paesi ospitanti, oltre a celebrare la flora che domina questi splendidi paesaggi è un omaggio proprio alla capacità dello sport di unire realtà diverse (lo slogan è infatti Creating History Together).

Pronto il Tango 12, il pallone ufficiale nelle due versioni (bianco-rosso, i colori delle bandiera polacca, e giallo-blu, i colori di quella ucraina). Una sfera dal design vintage che ricorda quella usata nei campionati mondiali ed europei dei primi anni ’80 ma anche la Wycinanki, la tradizionale arte rurale del ritaglio decorativo della carta (richiamata anche dal logo).

Pronti anche gli otto stadi nelle otto città che ospiteranno gli incontri di Euro 2012, quattro per ognuna delle due nazioni: Danzica (PGE Arena), Poznan (Stadion Miejski), Varsavia (Stadion Narodowy, che l’8 giugno ospiterà la partita inaugurale, Polonia-Grecia) e Wroclaw (Stadion Miejski) per la Polonia; Donetsk (Donbass Arena), Charkiv (OSK Metalist), Kiev (NSK Olimpiyskiy, che ospiterà la finale il 1° luglio) e Lvov (Arena Lviv) per l’Ucraina. Alcuni impianti sono stati ristrutturati, altri appositamente progettati e realizzati: lo standard Elite previsto dalla Uefa è stato raggiunto dagli uni e gli altri.

Non potevano mancare i testimonial. Dopo Trix e Flix, i gemelli delle Alpi (nell’edizione ospitata da Austria e Svizzera e vinta dalla Spagna), ecco Slavek e Slavko, i gemelli dell’Est: le due simpatiche mascotte di Euro 2012, capelloni e sorridenti (come è giusto che sia). Tutto è pronto, insomma, per questa edizione, l’ultima in cui verranno ammesse alla fase finale soltanto sedici squadre: a partire dall’edizione francese del 2016, infatti, le squadre a disputarsi il trofeo saranno ventiquattro.

Qualcuno toglierà il trofeo dalla mani della Spagna o la nazionale guidata da Vicente del Bosque riuscirà nell’impresa di conquistare la tripletta dopo europeo 2008 e mondiale 2010? Uscita al primo turno, negli ultimi campionati del mondo, l’Italia guidata ora da Cesari Prandelli è più che mai desiderosa di riscatto. Riuscirà a bissare l’unico successo europeo, il primo posto del 1968? E qualcuno finalmente ce la farà a eguagliare o superare Platini, che nell’edizione del 1984 fu capocannoniere con 9 gol? Staremo a vedere.

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St. Patrick’s Day, Irishness in the World

Uno schiavo. La sua fuga. Il ritorno sull’isola della prigionia dopo la conversione. Niente? Allora proviamo così. Verde. Tanto verde. Solo verde. E fiumi di birra. Scura. Più facile vero? Parliamo del St. Patrick’s Day. Il 17 marzo è tuttora la celebrazione di un santo, ma è soprattutto un modo per sentirsi irlandesi. E se non lo siete, fa niente. Quest’anno la festa cade di sabato, occasione ottima per un weekend lungo a Dublino, Cork o Belfast. Perché non c’è dubbio: il posto migliore in cui festeggiare san Patrizio è proprio l’Irlanda.

Prendete Dublino. Nella capitale dell’Emerald Island la festa prosegue per giorni, dal 16 al 19 marzo: un vero e proprio festival con spettacoli, eventi e, soprattutto, la Parata del 17 marzo nel centro della città in cui si riversa l’intera popolazione. Tema di quest’anno? La Scienza. Dublino è stata infatti scelta come City of Science 2012 e a luglio ospiterà una serie di importanti conferenze internazionali. In questo periodo le colline sono più verdi che mai e se non siete neppure a Belfast, dove sembra di essere a Carnevale, o a Limerick, a festeggiare la primavera, o a Waterford, per celebrare i mille anni di storia cittadina, va bene lo stesso: anche il più piccolo paesino si darà ai festeggiamenti.

Non potete muovervi? Tourism Ireland vi fa un favore. Si sa che tutti vorremmo un po’ di irishness nel sangue. Nel mondo sono oltre 70 milioni quelli ce l’hanno davvero. Normale che il St. Patrick’s Day sia così noto e festeggiato con tanto entusiasmo. Grazie a Global Greening, un’iniziativa promossa appunto da Tourism Ireland, da qualche anno accanto alle persone anche i monumenti si tingono di verde. Quest’anno accanto al London Eye di Londra e l’Empire State Building di New York (tanto per dirne due) brillerà anche la Torre di Pisa. Giovedì 16 marzo, dalle 20,30 per due ore. L’abbiamo già detto che vorremmo tutti essere irlandesi?…

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La magia del Natale a Vienna

Come vanno i preparativi per Natale? Manca meno di un mese, non c’è più molto tempo. Di sicuro sarete a buon punto, ma forse sentite che vi manca ancora qualcosa, quel tocco in più che renda unica la tavola natalizia, la casa, l’albero o i regali. In tal caso, non c’è più tempo per rimandare. Rimandare cosa? Il vostro viaggio a Vienna, dove l’atmosfera natalizia è più intensa che mai.

Da metà novembre fino al giorno di Natale, e in alcuni casi anche fino all’inizio di gennaio, la capitale austriaca cambia volto e mostra il suo lato più “dolce”. Ogni angolo della città, dal centro alla periferia, fa da cornice ai tipici Mercatini di Natale, in un susseguirsi vorticoso di bancarelle, luci e musiche tradizionali.

Dai dolci ai prodotti artigianali, dai classici souvenir agli addobbi per rendere originale o tradizionale il proprio Albero, i mercatini viennesi sono ormai una tradizione consolidata per chi vuole vivere appieno il periodo natalizio e per chi, nel mese che precede il 25 dicembre, non riesce a non essere felice e sorridente. E come si fa a essere tristi con l’aroma dei biscotti di Natale che si espande nell’aria o con il dolce sapore del punch caldo che scioglie ogni gelo.

State già pensando a cosa mettere in valigia? Bene, allora continuate a leggere per scoprire le mille opportunità che la città di Vienna offre durante il periodo natalizio: ogni vostro desiderio sarà esaudito. D’altra parte, siamo a Natale!

© weihnachtsdorf.at

Mercatino di Natale viennese

© kreitner&parnter - christkindlmarkt.atIl più tipico mercatino di Natale nella capitale austriaca è quello che si tiene ogni anno nella piazza di fronte al Municipio di Vienna, Rathausplatz. La magia del Natale trasforma e confonde i contorni della piazza, proiettandoli in un’atmosfera fatata. Merito delle 150 bancarelle che espongono regali di Natale, addobbi, dolci tipici e bevande calde. Il tutto in uno scenario reso magico dagli alberi del parco intorno al Municipio, decorati con migliaia di luci e capaci di creare un effetto indescrivibile. Il Mercatino di Natale viennese ha aperto lo scorso 12 novembre e sarà aperto fino al giorno della Vigilia, il 24 dicembre. Dalla domenica al giovedì è aperto dalle 10 alle 21.30, mentre il venerdì e il sabato la chiusura è posticipata alle 22. Se arrivate a Vienna appena in tempo per Natale, ricordate che il 24 dicembre, il mercatino chiude alle 17.

Villaggio di Natale di Maria-Theresien-Platz

© weihnachtsdorf.atPoco distante dalla Rathausplatz, sempre nel centro di Vienna, il Villaggio di Natale di Maria-Theresien-Platz è un’altra tappa da non perdere nel vostro tour dei mercatini natalizi viennesi, soprattutto se siete alla ricerca di prodotti artigianali da regalare o da tenere per decorare la vostra casa. Tra il Museo delle Belle Arti e il Museo di Storia Naturale ci sono circa 60 bancarelle, dove curiosare tra oggetti realizzati a mano e caratteristici del miglior artigianato austriaco e viennese. Tante idee regalo e tantissime possibilità per fare bella figura con i vostri amici quando, al vostro ritorno, arriverà il momento tanto atteso dell’apertura dei pacchi sotto l’albero. Il Villaggio di Natale di Maria-Theresien-Platz è aperto dal 16 novembre al 24 dicembre, dalle 11 alle 21. Il giorno della vigilia, chiusura anticipata alle 15.

Mercatino di Natale Vecchia Vienna

© altwiener-markt.at Dal 1772 a oggi: sono passati più di due secoli ma il Mercatino di Natale Vecchia Vienna, in piazza Freyung nel centro storico, è sempre lì. Si tratta del più antico tra i tanti mercatini che nel periodo di Natale riempiono le piazze e le strade della capitale austriaca. Antico ma ancora capace di stupire e di sorprendere. Qui troverete in vendita i più bei prodotti dell’artigianato artistico austriaco, vere e proprie opere d’arte che potrete mostrare con orgoglio ai vostri ospiti della classica cena della vigilia. Scoprite tanti oggetti in vetro lavorato o i tradizionali presepi, fino alle ceramiche dipinte a mano, esempio fulgido di un’arte antica. L’atmosfera è resa ancora più magica dalle melodie natalizie che allietano la piazza. Il Mercatino di Natale Vecchia Vienna è aperto dal 18 novembre al 23 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 21.

Mercato di Natale e della cultura e di Capodanno, al castello di Schönbrunn

© Gerhard Fally - weihnachtsmarkt.co.atSe alla magica atmosfera natalizia si unisce il fascino di una residenza imperiale, il risultato è il Mercato di Natale e della cultura al Castello di Schönbrunn, residenza della Casa d’Asburgo fino al 1918 e situato nella parte occidentale della città. Le bancarelle coprono ogni angolo della corte di Ehrenhof ed espongono artigianato tradizionale, bigiotteria fatta a mano e tante decorazioni natalizie. Tante anche le attività pensate per i bambini, con laboratori natalizi su misura per loro. Il Mercatino di Natale è perfetto se volete trascorrere il giorno di Natale nella capitale austriaca: è aperto dal 19 novembre al 26 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 21 (il 24 dicembre chiude alle 16, mentre il 25 e il 26 alle 18). Per i più ritardatari, basta un giorno e quello del Castello di Schönbrunn si trasforma in un Mercatino di Capodanno, dal 28 dicembre al primo gennaio, dalle 10 alle 18.

Mercatino invernale nella piazza della ruota panoramica

© Rene Wallentin - wintermarkt.atTra i teatri dei Mercatini di Natale di Vienna non poteva mancare il Prater, uno dei luoghi simbolo della capitale austriaca. Ogni anno  nella piazza della Ruota Panoramica si tiene il Winter Market. Il mercatino è molto frequentato soprattutto dai più giovani ed è anche l’unico a prolungare l’apertura per l’intero periodo delle feste di Natale, fino all’8 gennaio. Il mercatino è aperto tutti i giorni, dalle 11 alle 21; il sabato e i giorni festivi l’apertura è anticipata alle 11 mentre il 24 e il 31 dicembre chiude rispettivamente alle 15 e alle 18. Molto fornita la zona ristorazione, dove assaggiare i prodotti tipici della tradizione gastronomica natalizia viennese. In occasione dell’ultimo giorno dell’anno, il 31 dicembre, gli stand culinari del Winter Market resteranno aperti fino alle 2: un modo goloso per festeggiare insieme l’arrivo del nuovo anno, sotto l’occhio della ruota panoramica.

Info Utili

Vi siete convinti e avete già preparato la valigia? A portarvi a Vienna, ci pensa Austrian Airlines, con partenze quotidiane dagli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Firenze, Bologna e Venezia. Il costo? Niente di cui preoccuparsi: si parte da 77 euro, andata e ritorno, tasse e supplementi inclusi.

Castel di Tusa si tinge di rosso: un rito luminoso per dar luce alla Fiumara d’Arte

Alzare gli occhi al cielo per cercare la luce e rintracciare quella spiritualità necessaria all’umanità, esigenza, valore e nel contempo bussola di orientamento. Per comprendere che la luce è anche dentro di noi, e non aspetta altro che venire fuori. Per lasciare spazio alla trascendenza e nutrire il bisogno di quanto va oltre la quotidiana materialità dell’esperienza umana. Ai piedi di una figura imponente che si erge verso il cielo, in un luogo dalla straordinaria bellezza paesaggistica, e dalle forti connotazioni sacrali, ci si ritrova per restituire bellezza al territorio rivalutato dal mecenate Antonio Presti.“Il Rito della Luce” difficilmente può essere dimenticato.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, si rinnova ogni anno nel mese di giugno su un’altura di Motta d’Affermo, proprio ai piedi della “Piramide – 38° Parallelo”, meravigliosa opera di Mauro Staccioli nonché ultima opera d’arte del parco di Fiumara d’Arte, il più grande museo a cielo aperto d’Europa.

La Piramide, gigantesca scultura di oltre trenta metri di altezza, ha accolto, come una Grande Madre, una folta folla di visitatori per celebrare, tutti insieme, la luce e la rinascita interiore. L’evento, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del solstizio d’estate, è preceduto dall’inaugurazione de “La Stanza della Luce” realizzata dal light designer Pepi Morgia presso l’Art Hotel Atelier di Castel di Tusa e la Notte dalla Poesia svoltasi al Castello dei Ventimiglia di Castelbuono. All’interno di quest’ultimo, performance di artisti, che hanno dato vita ad un percorso di svelamento della bellezza. Intorno alla Piramide poeti, danzatori, musicisti e performer hanno celebrato l’arte attraverso un viaggio emotivo ed emozionale, iniziato fuori dall’enorme struttura per concludersi dentro la stessa, attraverso un tunnel ed una ripida scaletta con la qual si accede al “cuore” della Piramide. Tutto questo per riconoscersi in nome di una spiritualità che non conosce limiti né confini. Castel di Tusa col suo stupendo Atelier sul mare, sono stati spettatori del miracolo del Rito della Luce.

 

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Berliner Festspiele: il Festival del Jazz di Berlino

I primi di Novembre Berlino si trasforma nella città del jazz. Il Berliner Festpiele cade quest’anno dal 3 al 7 novembre e ruota intorno alla tematica del Jazz europeo, dal classico allo sperimentale.

Ed ecco sulla scena del Festival artisti internazionali del calibro di Denis Colin, Céline Bonacin, Paavo, il Pablo Held Trio e Christine Tobin insieme ai migliori musicisti del panorama tedesco.

E a fianco alle venue dell’evento ci sono i luoghi culto, che durante tutto l’anno si dedicano alla promozione e sperimentazione del Jazz. Nel Friedrichshain uno dei quartieri del momento, al centro della vita culturale ed underground berlinese, c’è il Theaterkapelle che ogni mercoledì organizza serate jazz al modico prezzo di 5 euro, in cui si esibiscono professionisit e studenti. Lo Yorkschlösschen si dedica sempre e solo alla missione del Jazz, così come il Kunstfrabrik Schlot, la casa del jazz.

In Messico per il Día de Los Muertos

Si avvicina il 1° novembre e gli eventi contrassegnati dal colore arancione della zucca intagliata (i più importanti li trovate su PaesiOnLine) sono ormai di moda non solo nei paesi anglosassoni ma anche qui da noi.

Il giorno dei morti è festeggiato in quasi tutte le culture, spesso in modi molto simili che avvicinano i popoli attraverso le loro usanze. La festa più allegra e travolgente è quella che si celebra in Messico per il dia de los muertos.  E’ una delle più sentite ed amate nel Paese e si festeggia per un mese intero da metà ottobre  a metà novembre.  La tristezza è totalmente aliena a questa festa: le famiglie si incontrano intorno alle tombe ornate a festa per incontrarsi con i loro morti, affettuosamente definiti “muertitos” che  ritornano a gustarsi le offerte di cibo dei loro cari e trascorrere insieme un giorno in allegria. A rendere il tutto più goliardico ci sono le “Calaveritas”, epitaffi comici che fanno dell’umorismo sui tratti distintivi del defunto e sui vizi che lo avrebbero condotto alla tomba. E la paura della morte è pressochè esorcizzata in questo stretto ed affettuoso legame tra morti e vivi!
Il luogo più imperdibile da visitare durante el dia de los muertos è sul lago di Patzcuaro nel Michoacan, a 4 ore di autobus a nord di Città del Messico. Qui si svolge la celebrazione più spettacolare di tutto il paese.  Centinaia di  barche raggiungono l’isola di Janitzo al centro del lago e centinaia di persone ne risalgono i sentieri fino al cimitero, portando una lanterna accesa.

Una festa simile avviene anche in Giappone con lo spettacolare festival dell’Awa Odori legato all’Obon, il giorno dei morti, che si festeggia verso la metà di agosto.

Qui la festività è legata ad influenze buddiste e Taoiste, in Messico ad antichi riti Maya con influenze cristiane, ma il risultato è straordinariamente simile: offerte di cibo, danze ed allegria, allestimento di altari nelle case e lanterne colorate per accogliere i cari defunti.

Qualcosa di simile avviene anche nelle regioni italiane, pure se si tratta di tradizioni in via d’estinzione: in alcune zone della Lombardia si usa lasciare in cucina un bicchiere di acqua fresca per far dissetare i morti, in Friuli invece si lascia una luce accesa, un secchio d’acqua e un po’ di pane; in  Abruzzo si lasciano tanti lumini accesi sulla finestra quanti sono i defunti scomparsi, e i bimbi vanno a dormire con un cartoccio di fave dolci e confetti come simbolo di legame tra le generazioni passate e quelle presenti.

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