Ragusa, una città – borgo rigorosamente Top Rated

Ragusa Top RatedIl titolo di “Borgo” potrebbe sembrare troppo stretto per una città come Ragusa, capoluogo di provincia con oltre 70 mila abitanti. Eppure rende bene l’idea dell’atmosfera che si respira passeggiando per le strade di questa città, in particolare quelle della zona di Ragusa Ibla, ricostruita secondo l’antico impianto medievale. Per questo gli utenti di PaesiOnLine hanno premiato Ragusa, assegnandole il riconoscimento Top Rated proprio nella categoria “Borghi”.

Abbiamo chiesto al sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, un commento sul premio ricevuto e sulle attività messe in atto per far crescere e conoscere Ragusa.

Le località Top Rated vengono nominate dai viaggiatori sulla base di esperienza positive vissute presso una determinata località. Che valore assume per Ragusa un riconoscimento che potremmo definire social come questo?

Molto più esteso rispetto alla semplice soddisfazione. Va fatta, in proposito, una duplice considerazione. Da un lato inorgoglisce il fatto che, in maniera autonoma, e per questo sicuramente più fedele rispetto ad una fredda analisi statistica, i visitatori del nostro territorio hanno deciso di attribuire alla nostra città un premio alla qualità dei servizi offerti, che fa il paio con lo splendido patrimonio naturale ed artistico che offriamo come biglietto da visita. Ciò premia un lavoro, spesso oscuro e quotidiano, condotto in maniera ottimale dagli operatori del settore impegnati nella nostra realtà. Dall’altro lato, questo riconoscimento rappresenta uno “sprone” per la promozione, assolutamente necessaria, del nostro territorio a livello internazionale. Il web ha allargato confini e barriere che, solo 20 anni fa, sembravano insormontabili. E perfino una realtà come la nostra, penalizzata da un isolamento spesso imposto dall’assenza endemica di infrastrutture viarie di livello adeguato, oggi rappresenta una meta ambita ed interessante. Come istituzioni locali, siamo chiamati a “spingere” ancor di più di quanto fatto finora, su questo fronte.

Cosa crede abbia contribuito alla vostra “buona reputazione”? Cosa offre la vostra città che le altre non hanno?

Proprio perché si tratta, come lei ha giustamente rilevato, di un riconoscimento “social”, non sta a me dirlo. Sicuramente la nostra capacità d’accoglienza, carattere fondante della nostra comunità, unita ad un impegno costante nel miglioramento della qualità dei servizi ed a quanto di splendido, dal punto di vista artistico, culturale ed ambientale abbiamo ereditato, fa, della nostra area, un luogo “desiderato” per trascorrere le vacanze. Ma, come ho detto, non possiamo e non dobbiamo fermarci qui.

Come contribuisce, invece, l’amministrazione comunale? Quali sono le strategie adottate per favorire e sviluppare il turismo?

Su questo fronte soffriamo un gap “storico” che va colmato al più presto, pena l’esclusione dai mercati internazionali di settore. Sarò telegrafico: promozione intelligente, specie sul web, livello di servizi adeguato alle richieste dei visitatori e dei turisti, inserimento in circuiti internazionali, sfruttamento delle potenzialità offerte dall’aeroporto di Comiso e dal Porto Turistico di Marina. A questo si affiancano, sicuramente, progetti di gestione dei beni culturali ed ambientali in maniera professionale e nel rispetto del principio di conservazione ed al contempo piena fruibilità dei nostri “tesori”.

Turismo sembra essere legato indissolubilmente al mondo del web, sia per ciò che riguarda le prenotazioni, sia per la scelta della destinazione e delle attrattive da visitare. Come sfruttate le potenzialità offerte dalla rete?

Stiamo attivando, tra le altre cose, un portale web per convogliare le risorse turistiche in un unico contenitore. In più intendiamo attivare canali di comunicazione che riescano a raggiungere, in maniera adeguata, le tante realtà straniere che ci guardano, da tempo, con interesse, come dimostrano anche i recenti flussi turistici registrati nel nostro territorio. Ciò può rappresentare un volano molto interessante anche per le produzioni agroalimentari ed enogastronomiche iblee che, mi creda, non temono confronti ad altissimo livello.

L’Italia è uno dei paesi più ricchi al mondo per quanto riguarda il patrimonio artistico – culturale e le bellezze paesaggistiche, ciò nonostante il turismo sembra essere in calo. Quali crede siano le politiche da adottare a livello nazionale?

La promozione, come ho già ribadito, non è una scelta ma una necessità. In più bisognerebbe rendere fruibili, attraverso investimenti seri, mirati e soprattutto da realizzare in tempi brevi, i nostri beni artistici ed ambientali. Infine, lo dico in maniera un pò egoistica, sarebbe ora di concedere, al nostro territorio, la possibilità di avviare e concludere una serie di interventi infrastrutturali assolutamente necessari ed attesi da anni per rendere più accessibile, a livello internazionale, la nostra realtà.

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