Euro 2012: il Grande Calcio in Polonia e Ucraina

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Sędzia, arbitro; pilka, pallone; drużyna, squadra… Anche se per fortuna le parole che contano restano uguali (gol di dice gol), meglio cominciare ad allenarsi. Eh sì, perché l’attesa è finita. Dall’8 giugno al 1° luglio torna il campionato europeo di calcio. Cinquantuno nazionali si sono sfidate ed eliminate in duecentoquarantotto incontri per arrivare fin qui, a Euro 2012, dove le sedici squadre più forti si contendono il titolo di Campione d’Europa.

Come quattro anni fa, anche stavolta a ospitare la competizione saranno due paesi: l’organizzazione della quattordicesima edizione è toccata a Polonia e Ucraina. Il logo di quest’edizione, un pallone in mezzo a due boccioli con i colori delle bandiere dei paesi ospitanti, oltre a celebrare la flora che domina questi splendidi paesaggi è un omaggio proprio alla capacità dello sport di unire realtà diverse (lo slogan è infatti Creating History Together).

Pronto il Tango 12, il pallone ufficiale nelle due versioni (bianco-rosso, i colori delle bandiera polacca, e giallo-blu, i colori di quella ucraina). Una sfera dal design vintage che ricorda quella usata nei campionati mondiali ed europei dei primi anni ’80 ma anche la Wycinanki, la tradizionale arte rurale del ritaglio decorativo della carta (richiamata anche dal logo).

Pronti anche gli otto stadi nelle otto città che ospiteranno gli incontri di Euro 2012, quattro per ognuna delle due nazioni: Danzica (PGE Arena), Poznan (Stadion Miejski), Varsavia (Stadion Narodowy, che l’8 giugno ospiterà la partita inaugurale, Polonia-Grecia) e Wroclaw (Stadion Miejski) per la Polonia; Donetsk (Donbass Arena), Charkiv (OSK Metalist), Kiev (NSK Olimpiyskiy, che ospiterà la finale il 1° luglio) e Lvov (Arena Lviv) per l’Ucraina. Alcuni impianti sono stati ristrutturati, altri appositamente progettati e realizzati: lo standard Elite previsto dalla Uefa è stato raggiunto dagli uni e gli altri.

Non potevano mancare i testimonial. Dopo Trix e Flix, i gemelli delle Alpi (nell’edizione ospitata da Austria e Svizzera e vinta dalla Spagna), ecco Slavek e Slavko, i gemelli dell’Est: le due simpatiche mascotte di Euro 2012, capelloni e sorridenti (come è giusto che sia). Tutto è pronto, insomma, per questa edizione, l’ultima in cui verranno ammesse alla fase finale soltanto sedici squadre: a partire dall’edizione francese del 2016, infatti, le squadre a disputarsi il trofeo saranno ventiquattro.

Qualcuno toglierà il trofeo dalla mani della Spagna o la nazionale guidata da Vicente del Bosque riuscirà nell’impresa di conquistare la tripletta dopo europeo 2008 e mondiale 2010? Uscita al primo turno, negli ultimi campionati del mondo, l’Italia guidata ora da Cesari Prandelli è più che mai desiderosa di riscatto. Riuscirà a bissare l’unico successo europeo, il primo posto del 1968? E qualcuno finalmente ce la farà a eguagliare o superare Platini, che nell’edizione del 1984 fu capocannoniere con 9 gol? Staremo a vedere.

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