Il Pigneto da “girare”

Se fosse un genere cinematografico? Sarebbe neorealista.
Se fosse una strada? Sarebbe attraversata da rotaie.
Se fosse un quartiere? Sarebbe il Pigneto.
L’isola pedonale, ovvero via del Pigneto, è il punto di partenza per il nostro percorso “cinematografico”. Un itinerario nostalgico, sulla scia della tradizione neorealista che ha scelto il quartiere come scenario privilegiato di molti suoi film.

Oggi, dismessi i panni proletari del passato, è diventato il centro della vita notturna della capitale. Studenti squattrinati, immigrati e aspiranti artisti sono i clienti abituali dei numerosi locali che si affacciano sulla strada. Vinerie, ristoranti e osterie si confondono con i variopinti alimentari gestiti dalla comunità bengalese. Questa commistione di elementi, apparentemente dissonanti, è il simbolo più autentico del quartiere che ha conservato un forte legame con la tradizione ma ha saputo reinventarsi diventando un punto di riferimento per i bohemien romani e non solo. Così dopo un bicchiere di vino o una patata ripiena da Kalapà, il famoso ristorante greco che si trova in via Ascoli Piceno, si può passeggiare per i vicoli del Pigneto alla ricerca del suo passato. Non sarà difficile scorgerne tracce significative nelle deliziose abitazioni della zona “Villini”, famose per i cortili rigogliosi che sembrano usciti da un libro di favole. Il complesso di case popolari, costruito dal 1921 al 1924, dalle cooperative dei ferrovieri, ha conservato il suo affascinante stile liberty e rappresenta oggi la zona più chic del quartiere.

Il Pigneto che (r)esiste

Nonostante le apparenze, la nostra passeggiata sulle tracce del neorealismo può cominciare proprio da lì. Infatti all’incrocio con via Casilina c’è la prima tappa obbligata. Concediamoci una sosta alla trattoria “I porchettoni” dove è possibile cenare con porchetta e vino, rispettando la più genuina tradizione romana. La trattoria si trova proprio accanto al luogo in cui è stata girata la scena di Roma città aperta in cui Pina (Anna Magnani) si confessava con Don Pietro (Aldo Fabrizi). Ogni strada del Pigneto trasuda storia. Infatti durante la Seconda guerra mondiale, il quartiere fu particolarmente attivo nella Resistenza anti-fascista tant’é che oggi ospita l’associazione ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Ricordando “Accattone”
Sono passati 50 anni da quando uno scapestrato ragazzo di borgata passava alla storia del cinema con il nomignolo di “Accattone”. Sulle tracce di Vittorio (questo era il vero nome del personaggio) attraversiamo il ponte che divide la parte est da quella ovest del Pigneto e ci troviamo in via Fanfulla da Lodi, cuore delle riprese del film. La strada ospita lo storico bar Necci, frequentato da Pier Paolo Pasolini durante la realizzazione della pellicola. La fama del locale si è rafforzata grazie all’erronea convinzione che si trattasse dello stesso bar del film che in realtà si trova qualche metro più avanti, in direzione della Prenestina, adesso sostituito da abitazioni private. Per i meno nostalgici che hanno voglia di scoprire cosa può offrire oggi questa zona, sempre su via Fanfulla da Lodi si trova il circolo arci “Fanfulla”, uno dei più attivi nella vita culturale del quartiere. Il circolo è molto famoso per i suoi concerti che coinvolgono importanti artisti della scena underground internazionale.


Le sale del Pigneto da “Bellissima” ai giorni nostri

In compagnia di Maria, la bambina di “Bellissima” di Luchino Visconti possiamo scoprire la dimensione artistica del Pigneto. Ormai al n. 4 di Via Alberto da Giussano sono rimaste solo eleganti palazzine che non hanno più niente in comune con gli scenari del film ma ancora oggi come 60 anni fa, quando Visconti realizzò la pellicola, sono in molti a subire il fascino della celluloide. Oltre alle tante scuole di recitazione e ai laboratori teatrali sorti negli ultimi anni nel quartiere, notevoli sono le iniziative portate avanti dal cineclub Kino. Recentemente ristrutturato dai soci attuali  (non usufruendo di alcun fondo statale e improvvisandosi manovali), il circolo arci si propone di portare nel quartiere una programmazione di qualità fuori dal coro, diversa da quella della grande distribuzione. Molto interessanti anche le rassegne organizzate da Alphaville, cineclub simbolo del quartiere, tutte dedicate al cinema d’autore, lontano dai circuiti commerciali dei multisala. L’attenzione per la tradizione con uno sguardo rivolto anche alla contemporaneità è invece la filosofia del Nuovo cinema Aquila, sequestrato alla criminalità organizzata nel 2004 e successivamente ristrutturato. Il quartiere ha quindi riaperto le sue ali e, scrollandosi di dosso la cenere di un passato glorioso e ingombrante, ha dimostrato che può ancora raccontare delle storie a chi ha la pazienza e la voglia di ascoltarle.

Così dopo aver attraversato i set del passato, possiamo finalmente  immergerci nell’oscurità di una sala cinematografica e abbandonarci alla visione.


Info utili

Al Pigneto si arriva con l’autobus 105 (uno ogni 4’, scendere alla settima fermata) e con i tram 5, 14 e 19.

Tutte le mattine nell’isola pedonale è possibile acquistare frutta e verdura. Nella stessa via, ogni quarta domenica del mese si tiene il mercatino vintage con i suoi vinili, l’antiquariato e oggettistica di vario genere.

Per evitare problemi con la polizia, è consigliato non uscire dai locali notturni con bottiglie di vetro, secondo l’ordinanza comunale anti-alcol in vigore dal 1 aprile 2011.

Da tenere d’occhio la programmazione del Circolo degli artisti in via Casilina Vecchia, 42. Un laboratorio dove musica, teatro e moda si incontrano per dare vita a eventi all’insegna della sperimentazione e della creatività.

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